Archive from giugno, 2009

“R” come RISPETTO

RISPETTO

Sentimento, doverosa attenzione,

verso persone, animali, piante, cose,

opere artistiche, ricordi e valori.

Considerazione e riguardo della sensibilità altrui,

 delle regole , delle leggi, delle tradizioni,

delle gerarchie.

Esempio :

la mamma non è “la serva muta”

 ma è innanzitutto una persona, una donna,

una presenza  vigile ed eccezionalmente presente

 sin dal primo attimo di vita del proprio figlio

ed anche se ha vissuto la propria vita

in virtù della vita del figlio non deve,

codesto figlio,

considerarla al suo completo ed esclusivo servizio,

dopo aver raggiunto il primo livello di autosufficienza

che non coincide con la sua “indipendenza”,

poiché l’autosufficienza inizia appena si riesce a mangiare

senza essere imboccati e

a camminare senza il girello.

Si inizia con il mettere a posto i giocattoli,

 poi i propri vestiti,

le scarpe e così via.

INIZIA MA NON SI RAGGIUNGE PER COSI’ POCO

L’ INDIPENDENZA E’ TUTTA ALTRA COSA

E’ VERAMENTE AUTOSUFFICIENZA

ovvero bastare a se stessi

senza più chiedere aiuto agli altri.

“R” COME RITARDO

RITARDARE

 

è mancanza di rispetto, di programmazione.

Incapacità di calcolare i tempi propri

ed incuria del tempo degli altri;

sorta di insolenza e noncuranza verso il prossimo,

ineducazione ed inciviltà.

Conseguenze: disagio per sé e per gli altri

ed anche notevoli svantaggi anche se

non visibili al momento effetti negativi sicuri.

Rispetto del tempo altrui, ricordalo!

” O” COME OSTINAZIONE

OSTINAZIONE

 

quando dici: “ no, faccio come mi pare.”

Quando hai voluto sospendere gli studi e,

 non hai voluto sentire ragioni,

ovvero hai evitato  ogni dialogo,

hai rifiutato ogni consiglio.

Quando pur riconoscendo che hai torto,

insisti nella tua teoria sballata

ed alla fine ripeti la tua solita frase finale

 ” faccio come mi pare!”

FIGLIO MIO TI SCRIVO PERCHE’ NON RIESCO A PARLARTI

lettera ad un figlio troppo amato

Figlio mio,

ti scrivo perché non riesco a parlarti.

La prima cosa che voglio dirti è che ….

io non ti voglio bene ma ti adoro.

 

Vorrei con questa semplice e rituale frase materna farti comprendere e giustificare tutti i contrasti, le prediche, le critiche e sperare che anche tu possa tornare a volermi tanto bene come quando eri piccolo.

 

Gracile speranza :  tu non sei ancora così grande da capire cosa c’è dentro una dichiarazione d’amore.

 

Vorrei però che questa mia frase semplice semplice, “ti adoro “, ti  tornasse in mente ogni volta, alla fine di una discussione o di un rimprovero, a tuo parere ingiusto e, per incanto, l’astio, il rancore rovente che ti sale dentro, si spegnessero.

 

Ricordi ?

Te lo dissi una sera dopo una discussione senza fine e senza esito.

Ti dissi proprio così, rientrando nella tua stanza, per augurarti la buonanotte: “io non ti voglio bene ma ti adoro, però non posso subire la tua prepotenza, la tua voglia esasperata  e arrogante di indipendenza”.

 

Oggi perciò inizio a scriverti, sono appena dieci giorni che hai iniziato il servizio di leva, ti senti grande, ma i tuoi anni in confronto ai miei sono tanto pochi, per questo ci scontriamo, anche senza motivo, solo perché tu non vuoi che io faccia la mamma, che ti ripeta sempre le stesse cose, ma io sono la tua mamma ed il dovere di una madre è anche questo: parlare.

 

Per questo ti scrivo, non basterà un foglio per dirti tutto, per questo raccoglierò il “tutto”, in cartelle, ove potrai leggere i miei punti di vista e confrontarli con i tuoi.

 

Ti racconterò anche un po’ di me e tua madre “la ritroverai tutta” qui, in questo quasi libro che appena ti giungerà fra le mani (già lo so, quasi ti vedo!) lo scanserai  o meglio, lo scaraventerai sul letto cercando di nascondere la sorpresa, con un fare annoiato, urtato!

 

Scusa il disturbo!

 

Già lo vedo quel tuo gesto irriverente che conosco bene, è lo stesso che come quando ti lascio scritto dove sono andata e dove puoi  rintracciarmi in qualsiasi momento ti ho visto fare, che ti vedo fare, precipitosamente, ogni volta che ti lascio un appunto sul tavolo: senza leggerlo lo accartocci e lo butti sul letto, infastidito, per farmi intendere l’inutilità della mia materna precisione,

Hai venti anni, anzi tra pochissimo ventuno e per tutti questi anni ho vissuto con te accanto, ho vissuto molto per te, senza trascurare certo i miei interessi, ma mai anteponendoli ai tuoi.

 

Mentre scrivo penso che forse sia meglio che io strutturi il mio libro come se fosse un vocabolario, (considerando che i libri non ti sono mai piaciuti), in questo modo, ti parrà meno pesante, altrimenti  ti sembrerebbe assurdo, impensabile leggerlo.

 

Appunterò le mie riflessioni cercando di scrivere nello stile più’ semplice ed asciutto possibile, a tua misura, insomma, così potrai consultare le voci che più’ ti sembreranno interessanti o curiose, ma leggilo ti prego, mi auguro proprio che sia, il mio, il primo libro che tu riesca a leggere per intero.

 

Inizierò con  “amore”

la parola più  familiare ad una mamma, ma non solo a lei, perché  io credo che “amore “ sia la parola più conosciuta  ed usata dalle persone perbene.

 

Facciamo una prova, vediamo le prime parole che mi vengono in mente.

dopo “amore” seguono : ostinazione  e poi subito dopo,educazione, rispetto, sensibilità, diritti ,doveri, figlio, madre, padre, nonni, zio, amici, amicizia, esperienza, attenzione, cortesia, piacere, sprecare, parolacce, lavoro, sguardo, pensare, riflettere, pregare, confortare aiutare, subire e poi

…indipendenza, cercare, trovare, studiare, sapere, rispettare, offrire, regalare.

 

Queste sono le prime parole dalle quali vorrei prendere spunto, sia per legarle ad un aneddoto particolare della tua o della mia vita, sia per spiegartene bene il significato.

Parlando di “ostinazione a prima parola che mi è venuta in mente pensando a te (perché senza alcun dubbio  tu la personifichi), ricorda che è proprio un grosso difetto!!!

 

 La seconda parola: è: “indipendenza” parola della quale fraintendi il significato.

 

La terza è :”educazione”  termine che mi avrai sentito ripetere più spesso; subito dopo, come se fosse  il fratello gemello, viene “rispetto” anche questa è una parola che ho cercato in ogni occasione di ripeterti e sottolinearne non solo il significato ma l’importanza, speriamo non del tutto inutilmente.

 

Ma andiamo avanti possibilmente con più con ordine.

 

Quando avrò finito di scrivere tutto quello che voglio dirti , sarò forse diventata vecchia, ma così vecchia e tu così grande, che tutta questa fatica sarà stata inutile, tu avrai finalmente capito quale deve essere il comportamento di un bravo figliolo e di un bravissimo uomo, avrai cioè raggiunto la così detta età della ragione e, abbandonata quell’aria da presuntuoso, sarai diventato finalmente una persona squisita, piena di buone qualità ed allora cosa ne farai del mio libro?

 

Spero, comunque, rimanga una serena  presenza in uno dei tuoi cassetti, questo album dei comandamenti del figlio modello, poi mi sta venendo un’idea, lo scrivo tutto, sino alla fine, quanto tempo ci vuole non importa,  perché potrebbe essere utile a qualche “altra mamma in panne” come me, ma che non ha la possibilità di riordinare, riassumere, trascrivere tutti gli insegnamenti dati al proprio  figlio e per personalizzarlo le lascerò al margine  di ogni pagina, lo spazio per aggiungere, se vuole, quanto riterrà opportuno.

 

Pensi sia tutta una sciocchezza vero?

 

Invece a me sembra una buona idea, perché di

” scarrafoni ” ce ne sono e ce ne saranno sempre tanti, amore mio, anzi !…

scarrafone mio adorato!

 

Dedicato a mio figlio …………………………………………………………………

un cucciolo un po’ ribelle, un po’ …………………………………………………

(ognuno ci scriva quel che vuole)

 

 

 

 

 

Giu 22, 2009 - AIUTO MAMMA    1 Comment

PUO’ AIUTARE?

 

TESTI DA LEGGERE SE SI TROVA UN PO’ DI TEMPO 

http://www.psicologia-sviluppo.com/genitorifigli.htm

http://www.genitoriquasiperfetti.it/

http://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=If1BTodx6kYC&oi=fnd&pg=PA9&dq=genitori+e+figli++%22adolescenti%22&ots=lls9d1nWMW&sig=P99Cnl_jb6Wgj8VT4OiMcZWXsBQ

http://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=hYv72BaK6g4C&oi=fnd&pg=PA9&dq=genitori+e+figli++%22adolescenti%22&ots=M1CiJsjYfC&sig=hVL_pXs98iaUNWPqGkVuLT8_r1A

http://books.google.it/books?hl=it&lr=&id=PxAGWjzpqiUC&oi=fnd&pg=PA39&dq=genitori+e+figli++%22adolescenti%22&ots=JKcI1N-Q0p&sig=A66jspHDv4MTEnGxbfuddlwQY0M

E CHE E’ COLPA MIA?

E CHE E’ COLPA MIA SE…

sono sfortunato?

non trovo lavoro?

Ti vogliono sfruttare,

io non mi faccio mica sfruttare!

Non ti pagano come dovrebbero,

il costo della vita è aumentato,

ma sai quanto spendo  al supermercato?

(no, io non vado a fare la spesa!)

Devo portare la macchina dal carrozziere

che mi puoi dare una manina?

Devo portare la macchina dal meccanico,

che mi puoi dare una manina?

Devo pagare l’assicurazione,

che mi puoi dare una manina?

I soldi non bastano mai,

le spese aumentano sempre,

che mi puoi dare una manina?

Non vuoi darmi una mano?

 

Allora dillo!

DIMMI SI O NO,

non cambiare discorso,

DIMMI SI O NO?

(ti faccio presente che la mia pensione è la minima

ti ho già aiutato parecchio, devi farcela tu ora)

SI’ LO SO MI HAI DATO CASA,

IL NEGOZIO,

MI HAI PAGATO  LE FATTURE

del materiale ,

mi hai anticipato un sacco di soldi…

ma adesso ti sto chiedendo se puoi darmi una mano…

PUOI DARMI UNA MANINA ALLORA?

SI O NO

TI COSTA TANTO DIRE SI O NO?

(ma sai come si sente una madre

quando un figlio chiede  e lei non può dare?)

ALLORA RISPONDI,

NON FARE ALTRI DISCORSI,

SI O NO?

(non vuoi sentire le mie ragioni?)

ALLORA TI DICO NO

 

COLPA TUA MAMMA se…

COLPA TUA MAMMA

se non ho voluto continuare gli studi

non mi hai lasciato libero mai,

venivi a controllare se facevo i compiti,

venivi a parlare con la maestra,

poi con i professori,

mi hai fatto la stanzetta con la scrivania,

la libreria,

mi hai comprato libri,

computer,

televisore,

matite, penne, pennelli,

e la chitarra… ma dovevo studiare,

LO PRETENDEVI

poi pure

il professore di musica

(che veniva e voleva pure essere pagato!!!)

pretendeva facessi gli esercizi…

ma come, io credevo fosse più facile…

per questo ti avevo chiesto la chitarra

(comprata subito il 4 agosto con un caldo infernale

a girare per trovare un negozio aperto!)

e tu poi…

sempre così assillante

venivi a portarmi la merenda

mentre stavo a vedere la televisione

sdraiato sul letto, mi chiedevi se…

avevo finito i compiti

(mamma snaturata!)

e controllavi il diario

e se ti accorgevi che non l’avevo finiti

ti mettevi vicino a me per aiutarmi

DOVEVI LASCIARMI LIBERO

DI FARLI O NON FARLI

colpa tua se non ho voluto

continuare

non tutti hanno voglia di laurearsi!

COLPA TUA MAMMA, se…sono nato

COLPA TUA

se sono nato,

chi te lo ha chiesto?

Ora DEVI rendermi felice:

spianarmi la strada,

accontentarmi in tutto,

non rimproverarmi mai se sbaglio.

Tu devi fare solo la mamma:

cucinare, lavare e stirare,

comprarmi tutto quello che voglio,

farmi vivere la mia vita come voglio,

darmi le chiavi di casa (che è anche la mia),

farmi rientrare ed uscire da casa quando voglio,

non dirmi mai quello che devo fare,

perchè io VOGLIO FARE COME MI PARE,

lasciarmi sbagliare e rimediare ai miei sbagli,

comprarmi il motorino appena te lo chiedo,

poi la macchina appena ho preso la patente,

lasciarmi andare a vivere da solo appena

mi salterà in mente,

se hai una casa in più, ci vado io,

se non ce l’hai, pagami l’affitto,

se i mobili che ci sono non mi piacciono,

prenditeli,portateli via, sennò li butto,

dammi  UNA MANINA..per arredarla come piace a me,

paga tu il condominio, ché io non ci arrivo,

e se mi staccano il telefono perché non ho pagato la bolletta…

pensaci tu, io non ho una lira.

Non dirmi chi devo frequentare,

non dirmi che possono rubarmi il portafoglio,

se lo lascio in macchina,

non ripetermi sempre di pensare al futuro,

chissà se vivrò domani,

voglio godermi il presente.

COLPA TUA  se sei agitata

se non ti chiamo, se non ti dico dove sto,

sei appiccicata a me come una cozza ad uno scoglio.

Ringrazia Dio di avere un figlio che non si droga,

che non ruba,

che non ti picchia,

che non dice…che sei una …str…

che te l’ho detto mai?

Ed allora…

di che ti lamenti?

Pagherebbero oro ad avere un figlio come me!